Esporsi JDylan, prima di tutto a se stessi...
Spinto dal commento di Ilaria e dal vecchio suggerimento di Ale, secondo cui per far partire una discussione è necessario un pò provocare, parlo della questione crocifisso. Non amo le bagarre suscitate dalle discussioni su internet, nè i commenti letteralmente apocalittici che ogni tanto si leggono sul web, scritti da persone che non sanno quello che dicono, o che hanno bisogno di uno sfogo dalle repressioni giornaliere (vedere per questo ancora il sito www.malvestite.net, è un post di qualche giorno fa). Però la cosa mi incuriosisce e, nonostante gran parte di me mi suggerisca di star zitto, questa volta preferisco parlare. Parto dal commento di Ila:
"Dopo la faccenda dell'ora di religione islamica nelle scuole perchè non apri un dibattito sulla faccenda del crocifisso? Io sono appena stata minacciata di vendette divine da un mio ex compagno di università su facebook perchè mi ero iscritta al gruppo "a me il crocifisso da fastidio" e quindi per dirla con le sue parole sono una "blasfema di merda"!!! "
Ora, la mia opinione è questa: la questione del crocifisso è vecchia, inutile, e principalmente senza senso. Mi spiego: da una parte ci sono i sostenitori della "tradizione e cultura cattolica", che vedono nel crocifisso un baluardo di religiosità che viene minacciato da atei e mussulmani, nel primo caso blasfemi antiitaliani, nel secondo semplicemente extracomunitari che non hanno il diritto di "Venire a rompere le palle nel nostro paese, perché ogni paese ha le sue regole! E a casa mia faccio come mi pare, e tu che sei da me non ti devi permettere di tradire le mie leggi!" Banalizzo, ma il succo è questo. Dall'altra parte c'è chi sostiene la questione di principio (perché, come spiegherò più avanti, di principio si tratta), secondo cui 'Italia è uno stato laico, le scuole sono pubbliche e dunque il crocifisso va tolto perché mina la laicità dello Stato.
Quello che si sta ri-scoprendo questi giorni dopo il pedinamento del giudice Mesiano riguardo ai servizi dei "giornalisti" italiani (vogliamo dire soprattutto mediaset? Diciamo soprattutto mediaset) non fa che sottolineare la pochezza della nostra televisione (per farvi un'idea date un'occhiata all'ultimo post su www.malvestite.net). Ciò che vediamo non è paragonanbile neanche ai servizi volutamente paradossali dei simpson, ve lo ricordate Diogene Jones? Ecco, siamo più in basso di quei livelli. Tra l'altro anche perché Kent Brockman, l'anchorman simpsoniano, qualcosa di giusto lo dice:
http://www.youtube.com/watch?v=BeVER3xRZjk ;)
E l'opposizione intanto che fa? Si limita a indossare calzini turchesi o a mandare in giro proseliti della serie "Sono anch'io un farabutto", per sottolineare contrapposizioni, alimentare contrasti. Cosa che per altro riesce meglio alla destra, con il suo linguaggio da estremisti al governo.
Per non farci mancare nulla ci mettiamo pure a discutere su proposte campate per aria come l'ora di religione islamica, che non solo non risolverebbe il problema ma a mio avviso non farebbe altro che aumentare diversità e contrapposizioni. Lo dico una volta per tutte, a costo di stracciare a parole concordati vari: l'ora di religione non ha senso come viene impostata nella maggior parte dei licei oggi e soprattutto come è pensata, se si vuole porre come alternativa credibile l'ora di religione isamica. L'ora di religione dovrebbe essere un'ora di "storia e filosofia delle religioni" e non di catechismo o di sola conoscenza della religione cristiana cattolica. per quello ci sono altri luoghi, e mi sembra così scontato che è semplicemente avvilente vedere accentuarsi l'aspetto contrario. Pensate quanto sarebbe intelligente se un insegnante competente (non uno scelto dalla Chiesa, ma da debiti esami di ammissione come tutti gli altri) cercasse di spiegare le caratteristiche di ogni movimento religioso creando un confronto moderato tra i vari alunni, pensate poi al disastro che si verrebbe a creare se all'ora di religione buddisti induisti atei e testimoni di Geova uscissero dalla classe, mentre gli altri si dividessero in due gruppi per seguire due ore di religione distinte.. Altro che integrazione! Ma vabbè, sembra che si stia tutti su un altro piano..
Nanni Moretti resta comunque un genio del cinema, a mio avviso. Al di là della fede politica. Lo dimostra anche quest'altro spezzone qua sotto, tratto dallo stesso film, in cui quasi si scusa di fare un film su Berlusconi, e se mettiamo insieme i due spezzoni, capiamo quanto fosse lucido e intelligente il regista, che ha così bene fotografato la situazione dell'Italia negli ultimi anni.
http://www.youtube.com/watch?v=6R63ejhMoRk&feature=related
Intanto oggi Paolo Flores D'Arcais sulla prima pagina de Il Fatto Quotidiano dice l'essenziale su quello che è successo in questi ultimi giorni, e a pagina 18, sempre dello stesso giornale, ci sono ben tre articoli interessantissimi. In caso vi capitasse sotto mano.
Il fatto che non scriva non significa che a fine giornata non mi gusti come sempre il mio dolce-amaro frullato di pensieri. Sono successe talmente tante cose, tante cose importanti che non devono, non vogliono, essere scritte.
Parlerei volentieri di facezie come del fatto che compro Il fatto quotidiano dal 24 Settembre, e ho stranamente tempo di leggerlo. E' riniziato bene o male Anno zero, è riniziato Parla con me, con i video di Zoro. Queste erano le facezie simil-poltiche. Poi c'è il resto:
Musica: sono ripiombato in completa fase Radiohead, e vecchi successi random presi dai vari the best annuali. Vasco Rossi (verso cui provo sempre più quell'odio necessario che ognuno di noi ha bisogno di provare verso qualcuno, quello vacuo e generico che contribuisce per differenza a creare la nostra identità, ecco quello: lo sto canalizzando ancora di più verso Vasco Rossi, nell'ambito musicale si intende) dicevo Vasco Rossi ha fatto una "cover" (se così NON si può chiamare) di Creep dei Radiohead, lasciandomi basito e rattristato, e uso la parola "rattristato" senza iperbole. Se esiste la scorrettezza in ambito musicale (oltre al cativo gusto, ma quello è scontato) lui ha centrato in pieno. Vorrei davvero capire come si fa. Però vabbè.. E' uscito intanto Backspacer: l'ultimo dei Pearl Jam (a proposito il titolo del post è un loro verso, oltre ad essere maledettamente rappresentativo di questi ultimi giorni) che ho senticchiato (mi è parso molto bello) ma non ho ancora avuto modo di comprare. Per il resto mi sveglio con gli U2. La musica, per me, è come una medicina omeopatica. Qualcosa di naturale, interiore, fisico quasi, che ti entra dentro e ti fa stare meglio. Non riesco a concepirla diversamente.
Libri: siamo in fiacca, la fila s'è bloccata, perché io sono fuori ed ho attaccato il cartello "Torno subito". Passerà. Intanto vi Sconsiglio Elogio dell'immaturità di Duccio Demetrio: una sequela di parole altisonanti e pretenziose, similpoetiche e auliche, che vogliono sembrare al contempo ironiche, sagge e colte. Per racchiudere concetti che potrebbero essere sintetizzati in una slight di una lezione universitaria in power point. ma potrei sbagliarmi.
Film: ho scoperto in ritardo in questi giorni il genio di Woody Allen, con il suo Annie Hall, e il più recente Anything Else. Davvero non male, dovrò approfondire, anche perché il cineforum che faremo il secondo semestre a Macerata sarà interamente dedicato al mitico Woody. Per il resto mi sono visto anche Cento chiodi (Giulia, l'idea del film è carina, ma Raz Degan, davvero, è poco credibile ed il finale è pessimo come pochi altri), e mi sono rispazzolato dopo tanti anni Santa Maradona. Le matte risate. Quel film è geniale, un culto. Ho riso come non facevo da tempo, dovrò farlo vedere a qualcuno. Sempre in tema di film culto, ho rivisto anche Garden State, che non mi ricordavo così bello, così emozionante, così dannatamente romantico. Per entrambi 10 e lode, senza esagerare.
Poi c'è anche la vita. Intendo la mia vita, perché considerando quello che dice Franz, la vita in generale è anche e soprattutto quello che ho scritto qua sopra, ma la realtà, la quotidianità, è un'altra cosa, credo. E me ne sto accorgendo (a mie spese? boh, non so) in questi giorni. Quella di cui non si può scrivere, perché.. niente, non si può scrivere e basta. Ma tutto ok, comunque. Le cose succedono, la vita và avanti. A volte volando, spesso trascinata, a volte persino presa a calci sulla ghiaia. In ogni caso và avanti.
Oggi a Kabul (dati ufficiali) sono morti 4 italiani e altri 6 sono stati feriti. In più sembra anche 15 morti e una sessantina di feriti tra i civili Afghani. Al di là di tutte le cose che si possono dire e pensare su ciò, e per quanto mi riguarda si limitano ad una razionalissima volontà di pace e liberazione, e ad un irrazionale odio fanciullesco verso un nemico invisibile e violento come il "terrorismo", la cosa mi ha fatto partire qualche rotella di ragionamento tra una sforchettata e l'altra. Non sono in grado di giudicare se sia giusto o meno rimanere in Afghanistan, (considerando anche che per sapere come si scrive AfgHanistan ho dovuto cercare in internet), se rimanere fino a Dicembre, andare via domani, o rimanere lì per sempre. Davvero, non ne ho idea. Non so se i morti di oggi sono morti "per la libertà e la democrazia", o siano soltanto degli "occupanti di un paese straniero". Sono ignorante a riguardo e credo che lo rimarrò per molto. Forse perché molti interessi rimarranno comunque nascosti, forse perché le cose sono più complicate di quello che sembrano, principalmente perché pian piano questa cosa mi scivolerà via come è successo per Nassirya.. Io sarei il primo a rimanere qui incatenandomi alla porta di casa, se solo ci fosse (inverosimile) una chiamata alle armi o qualcosa del genere, quindi non è giusto che mi arroghi il diritto di giudicare chi là c'è andato, magari volendo anche per nobili motivi personali (che poi sia stato illuso o preso per i fondelli è un altro discorso.. Su questo tema consiglio vivamente Leoni per agnelli, che mi ha in parte cmabiato la vita, esagerando pure).
Considerando dunque che il mio ragionamento sulla cosa rimarrà per molto fermo su: "La violenza è sbagliata, la guerra è sbagliata, chi si fa esplodere uccidendo 19 persone e ferendone altre 60 circa è un pazzo oppure gli hanno fatto il lavaggio del cervello" tutte idee che avevo già a 10 anni, diciamo che l'attentato non mi ha fatto ragionare in sè.
Della serie: se non ti sbrighi a finirlo ci penso io. Me la sono voluta. Troppo tempo sul comodino, anche se non sembrava una lettiera, ha finito per diventarlo.. In tema di libri sto ancora meditando su qualcosa di anticamente nuovo, tra le rovine dei miei scaffali. Musicalmente mi sono comprato un cd raro dei Radiohead Airbag. How am I driving? che ancora mi devo gustare. Al cinema poi ci sono andato a vedere Videocracy, e non mi è sembrato granchè. La voce di Gandini mi è parsa irritante, le inquadrature troppo lunghe (e la cosa peggiore è che c'ha fatto apposta) e a volte mi è sembrato un pò fazioso anche a me. A parte questo il tema è decisamente interessante e se avete voglia di incazzarvi col mondo è abbastanza l'ideale. Anche se credo le cose siano più complicate di quello che ci mostra il regista. Davvero però, potrei sbagliarmi. Sono sicuro che appena 4 o 5 anni fa l'avrei osannato, e quindi capisco che qualcuno lo farà.
Ma a parte queste piccole cose che dicono tutto e niente, a parte la quinta volta a Mirabilandia, a parte l'esame superato, a parte la volontà (ma non la voglia) di riprendere il libro e posticipare a data da destinarsi lo studio, a parte tutte queste facezie da studente piccolo piccolo sento che a breve sarà periodo di grandi cambiamenti. Spero mentali, ma anche spaziali credo. E, tra l'altro, dopo la stupenda colazione da Rò questa mattina (come dici tu: "Grazie, amica!"), sento che c'è qualcosa di molto più grande che bene o male io mi sto perdendo. Mi sembra come se riempissi uno scatolone di tanto polistirolo, ma che, rovistando rovistando, va a finire che non si trova nulla. Anzi, non proprio nulla. Diciamo nulla di rilevante. Ma credo anche che (se capite la metafora) dovrei lavorare più sullo scatolone che sul contenuto, e il resto verrà da sè. Quanto siamo bravi a parole, eh? Ma non me la sento neanche di giudicarmi, e questo inizia ad esseere un pò grave, sebbene abbia i suoi lati positivi. Mi tengo le frasi che reputo migliori, le più ""veritative"", per il romanzo, convinto che tra qualche tempo avranno perso tutto il loro fascino. C'è fondamentalemtne che Settembre assomiglia tanto ad un limbo. Qualcosa di terribile e speciale al tempo stesso, ma che non può essere evitato, ed è forse giusto che ci sia. Me lo porterò dietro, come si fa con quelle cose che hai l'impressione un giorno ti serviranno, ma non sai ancora a cosa.
E intanto continuerò a tentare di vivere senza aspettare.